Pensieri

Le matite

Tutti commettono errori. È per questo che c’è una gomma per ogni matita.

(Proverbio giapponese)

Il profumo della carta e le immancabili matite. Oggetti che non possono mancare nel mio quotidiano e che adoro.
Sono più di vent’anni che colleziono matite. Gli articoli di cartoleria mi hanno sempre affascinata sin da bambina, quando entravo ed entro tutt’ora in un negozio con tante belle carte colorate, quaderni dove scrivere, studiare, disegnare e  poi le fantastiche matite. Se devo scegliere un mezzo per scrivere, preferisco di gran lunga la matita alla penna o alla tastiera. Per me ha un fascino particolare, la usi poi cancelli, correggi e ci riscrivi sopra, la temperi. Ha un segno a volte  morbido, altre deciso, altre ancora sfumato a seconda della tipologia di impugnatura e  dall’utilizzo.
Oggetto sottile, divertente, spesso complice della mia creatività.
Scrivo pensieri e diari di viaggio, disegno bozzetti e modelli per le mie creazioni, prendo appunti e note sui libri, ci lavoro. Insomma un oggetto semplice del quotidiano.

A parte questi pensieri personali la mia collezione vera e propria di matite risale a  circa 25 anni fa, quando con mia mamma andai a vedere le prime mostre d’arte e a visitare luoghi. I magneti si sono una bella collezione da fare dei luoghi visitati ma io ho sempre scelto le matite.
E tutt’ora lo faccio ne ho una vera e propria collezione. Sono contenta nel corso degli ultimi anni di condividere questa mia passione con le mie amiche, così quando viaggiamo spesso capita che ce ne regaliamo e scambiamo.

Matite

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Prendiamo le matite. Oggetti genialmente semplici, di uso ordinario un tempo e oggi quasi dimenticati. Se non lo fate da quando eravate bambini, provate a scrivere con una matita: una meraviglia. La pensava così John Steinbeck, che un giorno trovò qual era la matita fatta per lui: “Ho scoperto un nuovo tipo di matita, la migliore che io abbia mai avuto. Si chiamano Blackwing, e davvero planano sulla carta”. Era la Blacwing 602, creata nel 1934 da Eberhard Faber, che è considerata la matita migliore mai prodotta. La fanno ancora: dopo vari passaggi, una azienda californiana ha acquisito il marchio, che ora è Palomino Blackwing. A Steinbeck hanno dedicato il modello 24, perché lo scrittore aveva un rito: ogni mattina, prima di cominciare a scrivere, metteva davanti a sé sul tavolo una scatola con 24 Blackwing perfettamente temperate, e appena una perdeva la punta la spostava in un’altra scatola e ne prendeva una nuova. Finite le 24, le temperava e ricominciava. La Valle dell’Eden è stato scritto così. Ma quella matita è stata usata anche da Chuck Jones per disegnare Bugs Bunny, da Duke Ellington per comporre musica, da Truman Capote e da Eugene O’Neill. Compare in molti film di Hollywood, con la inconfondibile testa piatta di metallo che contiene la gomma per cancellare.

Fonte

https://www.doppiozero.com/materiali/cartoleria-scrivere-con-carta-e-matita

La matita è invenzione relativamente recente: la grafite che ne è la base fu infatti scoperta solo nel 1564.Dopo una fortissima tempesta fu scoperto un enorme giacimento di grafite pura in Borrowdale, in Inghilterra. Era il 10 settembre, data che è considerata il compleanno della matita.

Fonte

http://itomizer.com/2008/01/13/storia-e-collezionismo-di-sua-maesta-la-matita/


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